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SATURNO FILM FESTIVAL 2009 - I FILM

Child of the dead end (Irlanda, 2009)
Regia: Desmond Bell
Produzione: Glass Machine
Durata: 65 min
Interpreti: Stephen Rea (Old MacGill), Cian Bell (Young MacGill), Billy Riddoch (Canon Dalton), Alex Donald ( Moleskin Joe)
Soggetto: Desmond Bell
Sceneggiatura: Desmond Bell
Scenografia: Elle Kent, Rebecca Dover
Montaggio: Simon Grohe
Musica: Rob Walker

LA STORIA: Il film racconta la vita di Patrick Mac Gill (1891 – 1963) poeta, scrittore, autore di opere teatrale e sceneggiatore. I libri di MacGill Children of the Dead End (1913) e The Rat Pit (1914) forniscono un vivace racconto della vita dei lavoratori itineranti irlandesi del tempo. MacGill ha testimoniato alcuni dei grandi eventi del XX secolo – la nascita del movimento operario, la Grande Guerra, la Grande Depressione. La sua esperienza è simile a quella di molti irlandesi del tempo – povertà, migrazioni, un cambio nel modo di parlare inglese, ma anche il risveglio nazionale e sociale e la sempre presente realtà dell'emigrazione.
La storia di MacGill è raccontata prendendo spunto da elementi delle lettere e romanzi dell'autore. L'attore irlandese Stephen Rea (gia' nominato all'Oscar) interpreta MacGill, un uomo vecchio abbandonato che vive negli Stati Uniti e guarda al suo passato con rassegnazione. La narrazione sfumata di Rea ci porta dentro la storia di MacGill e costruisce un film che va oltre le convenzioni dei documentari televisivi. L'esordiente Cian Bell da' una coinvolgente performance nel portare in scena il giovane MacGill rappresentando perfettamente uno scrittore emergente in cerca della sua vena creativa.
Child of the Dead End si basa su un ricco archivio di fotografie e film, insieme a scene ricostruite con azioni drammatiche e affascinanti riprese dei paesaggi del Donegal e delle Highlands scozzese. Il registar Desmond Bell rievoca un ricco corpus di materiale d'archivio irlandese, scozzese e americano per riscoprire la storia di Mac Gill e farla rientrare in un più ampio contesto narrativo di migrazioni, aspirazioni, lotta di classe e cambiamento sociale.


General Nil (Polonia, 2009)
Regia: Ryszard Bugajski
Produzione: Monolith Films, Wytwórnia Filmów Dokumentalnych i Fabularnych (WFDiF)
Durata: 125 min
Interpreti: : Olgierd Lukaszewicz (Fieldorf 'Nil' Emil), Alicja Jachiewicz (Janina Fieldorf), Magdalena Emilianowicz (Krystyna Fieldorf), Anna Cieslak (Maria Fieldorf)
Soggetto: Ryszard Bugajski, Krzysztof Lukaszewicz
Sceneggiatura: Ryszard Bugajski, Krzysztof Lukaszewicz
Scenografia: Karina Baran, Beata Karas
Montaggio: Ewa Romanowska-Rózewicz
Musica: Shane Harvey

LA STORIA: Emil ‘Nil’ Fielforf è stato uno dei leader dell'AK, l'esercito clandestino polacco attivo durante la Seconda Guerra Mondiale. La storia comincia nel 1947 quando Fieldorf, sotto falso nome, torna dal Gulag negli Urali dove e' stato rinchiuso, e termina con la sua esecuzione in una prigione di Varsavia nel 1953. La storia è intrecciata con flashback dell'attività clandestina dell'AK, in particolare l'assassinio del generale delle SS Franz Kutschera – uno degli atti più spettacolari eseguiti dai soldati di Fieldorf.
Emil Fieldorf è stato poi il primo comandante di NIE (No), un'organizzazione che nel dopoguerra lottò per l'indipendenza dall'occupazione sovietica. Tre anni dopo il suo ritorno dall'esilio fu arrestato dalla polizia segreta. Nonostante le pressioni e le torture non collaborò con il regime e rifiutò di diventare un agente infiltrato. Come risultato fu accusato falsamente di aver dato ordine durante la guerra di uccidere partigiani e comunisti; nel 1952 fu condannato in un processo segreto come traditore della nazione polacca. Fu impiccato, ucciso in un modo particolarmente umiliante per un ufficiale. Il posto di sepoltura è ancora ignoto. Ma “il governo non e' riuscito a cancellare del tutto la memoria del generale Fielforf dalla storia” ha dichiarato il regista Ryszard Bugajski.


Made in Hungária (Ungheria, 2009)
Regia: Gergely Fony
Produzione: Next Station Productions
Durata: 109 min
Interpreti: Tamás Szobó Kimmel (Miki),Iván Feyö (Röné), Tünde Kiss (Vera),
Titánia Valentin (Marina).
Soggetto: István Tasnádi, Miklós Fenyö
Sceneggiatura: Istaván Tasnádi
Scenografia: Zsuzsa Mihalek, Zoltá Szabó
Montaggio: Mano Csillag
Musica: Róbert Gulya

LA STORIA: In Ungheria quando chiunque voleva scappare ad Ovest, un adolescente torna dall'America per diffondere il rock'n'roll. Nella primavera del 1963 Miki e i suoi genitori si lasciano dietro il sogno americano e dopo quattro anni tornano a Budapest. Tornati in Ungheria rivoluzionari e contro-rivoluzionari guardano con sospetto il padre senza lavoro, mentre Miki, che è un grande chitarrista e sogna di diventare il prossimo Jerry Lee Lewis, non è accettato dai suoi vecchi amici. Il suo primo amore, Vera, ha un nuovo fidanzato. Miki non ha alternative: provare un talent show e dimostrare a tutti che può avere un posto in questo nuovo/vecchio mondo. Ha un grande successo e con la sua musica americana riesce a sfondare tra i giovani. Capisce così che solo con il suo successo può riconquistare i suoi vecchi amici, tornare con il suo amore e salvare la vita del padre.


North Face (Ungheria, 2009)
Regia: Philipp Stoelzl
Produzione: Dor Film-West
Durata: 121 min
Interpreti: Toni Kurz (Benno Fuermann), Luise Fellner (Johanna Wokalek), Andi Hinterstoisser (Florian Lukas), Willy Angerer (Simon Schwarz)
Soggetto: Tratto da una storia di Benedikt Roeskau
Sceneggiatura: Christoph Silber, Rupert Henning, Philip Stoelzl, Johannes Naber
Scenografia: Udo Kramer
Montaggio: Sven Budelmann
Musica: Christian Kolonovist

LA STORIA: Essere il primo a scalare il famoso, famigerato versante nord dell’Eiger – è questo il sogno di molti alpinisti di tutta Europa nell’estate del 1936.
Neanche i due alpinisti più grandi della Germania, Toni Kurz (Benno Fuermann) e Andi Hinterstoisser (Florian Lukas), riescono a pensare ad altro. Sono convinti di potercela fare, anche se molti tentativi per scalare il “muro assassino” sono finiti in tragedia. Ad attendere coloro che arriveranno per primi in cima non c’è solo il prestigio sociale, ma anche l’oro olimpico…
Mentre si preparano ai piedi del versante nord, Toni e Andi s’imbattono inaspettatamente in Luise (Johann Wokalek), una vecchia fiamma di Toni. Ora è una giornalista, ed è venuta con il suo collega Arau (Ulrich Tukur), un sostenitore del regime, per un servizio sulla prima scalata. Toni ama ancora Luise, ma lei sembra essersi invaghita dell’affascinante Arau. Toni, sconsolato, parte per la scalata con Andi, con alle calcagna i due austriaci Willy Angerer (Simon Schwara) ed Edi Rainer (Georg Friedrich). All’inizio va tutto per il meglio, ed entrambe le cordate fanno un’ottima scalata. Dalla terrazza del Grand Hotel ai piedi dell’Eiger, vengono osservati da una folla rapita di fan e dalla stampa mondiale, inclusa Luise, che capisce che Toni è il suo vero, unico amore. Ma poi gli alpinisti perdono il loro vantaggio sulla montagna: Willy viene colpito in testa da alcuni massi, cambia il tempo e i quattro alpinisti sono costretti a tornare indietro. Sembra che la montagna vincerà ancora. Mentre una lotta disperata per la sopravvivenza si consuma sul versante nord, Luise decide di andare ad aiutare l’uomo che ama. Comincia la sfida contro il tempo e le forze della natura…


Sopra le Nuovole (Italia, 2008)
Regia: Riccardo Stefani, Sabrina Guigli
Produzione: Fra Le Nuvole, The Bottom Line
Durata: 87in
Interpreti: Maximiliano Czertok, Battista Ghitalla, Sabrina Guigli, Roberto Secchi.
Soggetto: Riccardo Stefani, Sabrina Guigli
Sceneggiatura: Riccardo Stefani, Sabrina Guigli
Montaggio: Valentina Girono
Musica: Marco Piacentini

LA STORIA: 1943. Adriano, dopo essere sfuggito ai bombardamenti di Genova, nei quali ha perso la vita sua moglie, torna a vivere nel piccolo paese nell’ Appennino Emiliano insieme alla figlia ventenne, Elena. Il lungo viaggio termina con l’abbraccio dei familiari Ines e Dante degli amici lasciati da troppi anni. La guerra nella terra dell’uomo non è ancora arrivata con la sua crudeltà e si vivono ancora momenti spensierati e di felicità. Ma la tranquilla vita della gente verrà sconvolta da quella che sta diventando una sanguinosa guerra civile in tutta Italia.
“Ci sono alcuni elementi a differenziare questo film da altri sulla resistenza: uno è la maggiore distanza con cui oggi i nipoti guardano alle vicende dei nonni e un altro è la capacità di elaborare situazioni e non solo immagini ricavate dal repertorio dei film classici, o dalle convenzioni narrative televisive. In questo caso si trattava di due giovani vissuti nelle vicinanze dei paesi degli eccidi, di cui avevano sentito parlare dai vecchi e l'elaborazione visiva è stata fatta sulla base di un lungo lavoro di raccolta di ricordi, episodi di vita vissuta, oggetti amorevolmente conservati dalle famiglie. Nel film rivivono non convenzioni, ma voci e volti, oggetti e gesti di persone che non ci sono più. Tutti i protagonisti sono stati scelti tra la gente del posto, in alcuni casi si tratta di consanguinei delle vittime, ma nessuno di questi elementi sarebbe di per sé una garanzia di buon cinema, neanche il fatto che indossano gli abiti dell'epoca, maneggino gli utensili da lavoro di un tempo, cantano canzoni popolari. Però per una strana alchimia, per una sensibilità particolare degli autori, il film assume un andamento elegiaco, gli interpreti prendono il loro posto nella storia con la giusta distanza, un po' straniati da un sapiente doppiaggio mescolato talvolta al dialetto emiliano che fa da contrappunto sonoro, insieme alla musica di Marco Piacentini” (Silvana Silvestri).



Svetat e golyam i spasenie debne otvsyakade /
The world is big and salvation lurks around the corner (Bulgaria, 2006)

Regia: Stephan Komandarev
Produzione: RFF International, Pallas Film GmbH, E-motion film/Vertigo, Inforg Stúdió
Durata: 105 min
Interpreti: Miki Manojlovic (Bai Dan), Carlo Ljubek (Alex), Hristo Mutafchiev (Vasko), Ana Papadopulu (Yana).
Soggetto: Yurii Datchev, Stephan Komandarev
Sceneggiatura: Dusan Milic, Stephan Komandarev, Ilija Trojanov, Yuri Datchev
Scenografia:Anastas Yanakiev
Montaggio: Nina Altaparmakova
Musica: Stefan Valdobrev

LA STORIA: Alex, un ragazzo bulgaro , dopo un incidente d’auto perde la memoria. Per aiutarlo a ritrovarla, arriva dalla Germania suo nonno Bain Dan e organizza per lui un viaggio nel passato, nel suo paese natale. Viaggiando da un luogo all’altro, con tempi e mezzi di trasporto differenti, i due attraversano mezza Europa e giocano a backgammon, il più semplice e più complesso dei giochi, che, con un forte valore simbolico, porterà Alex a ritrovare se stesso. Il destino è come un dado che teniamo tra le nostre mani e la vita è un gioco in bilico tra il destino e il talento.


Ultimatum (Francia, Israele, Italia 2009)
Regia: Alain Tasma
Produzione: Film Kairós, Cipango Film, Lama Films, Studio 37
Durata: 102n
Interpreti: Gaspard Ulliel (Nathanaël), Jasmine Trinca (Luisa), Michel Boujenah (Victor), Anna Galiena (Rachel).
Soggetto: Valérie Zenatti
Sceneggiatura: Alain Tasma, Valérie Zenatti
Scenografia: Miguel Markin
Montaggio: Marie-Sophie Dubus
Musica: Cyril Morin

LA STORIA: 31 Dicembre 1990. L’ONU lancia un ultimatum di 15 giorni all’Iraq. Quando Saddam Hussein minaccia di lanciare i missili SCUD carichi di armi chimiche e batteriologiche, la preoccupazione a Gerusalemme cresce anche per chi si sforza di continuare a vivere come se niente fosse e rifiuta di lasciare la città. Le voci su una terza Guerra Mondiale dilagano nei notiziari dell’Occidente.
In un clima generale di tensione entriamo in un mondo di una giovane coppia che lotta per non perdere la speranza e dei loro amici.
Luisa (Jasmine Trinca) è una giovane italo-francese che studia storia antica all’Università di Gerusalemme. Il suo fidanzato Nathanael (Gaspard Ulliel) è un giovane francese, pittore di talento ma troppo inquieto e sempre in lotta con se stesso. La loro relazione è violenta e complessa tanto quanto il mondo intorno. Come si vive quando la vita è appesa ad un filo? Come passano i giorni e le notti quando si sente che la fine di tutto potrebbe iniziare in qualsiasi momento?